CHE COSA E’ UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO

 

    • Che cosa è un impianto fotovoltaico?

Un impianto fotovoltaico trasforma direttamente l’energia solare in energia elettrica.

Esso è composto essenzialmente da:

Ÿ         moduli o pannelli fotovoltaici;

Ÿ         inverter, che trasforma la corrente continua generata dai moduli in corrente alternata;

Ÿ         quadri elettrici e cavi di collegamento.

I moduli sono costituiti da celle in materiale semiconduttore, il più utilizzato dei quali è il silicio cristallino. Essi rappresentano la parte attiva del sistema perché convertono la radiazione solare in energia elettrica.

Gli impianti fotovoltaici possono essere connessi alla rete elettrica di distribuzione (grid-connected) o direttamente a utenze isolate (stand-alone), tipicamente per assicurare la disponibilità di energia elettrica in zone isolate.

    • Quali sono i vantaggi della tecnologia fotovoltaica?

I vantaggi possono riassumersi in:

Ÿ         assenza di qualsiasi tipo di emissione inquinante;

Ÿ         risparmio di combustibili fossili;

Ÿ         affidabilità degli impianti poiché non esistono parti in movimento(nel caso in cui non si realizzano impianti a inseguimento della traiettoria solare);

Ÿ         costi di esercizio e manutenzione ridotti al minimo;

Ÿ         modularità del sistema (per aumentare la potenza dell’impianto è sufficiente aumentare il numero dei moduli).

Peraltro è da tener presente che l’impianto fotovoltaico è caratterizzato da un elevato costo iniziale (dovuto essenzialmente all’elevato costo dei moduli) e da una produzione discontinua a causa della variabilità della fonte energetica (il sole).

    • Che differenza c’è tra un impianto fotovoltaico ed un impianto solare termico?

Entrambe le tipologie d’impianto utilizzano il sole come fonte energetica, catturandone la radiazione attraverso superfici captanti: mentre i moduli fotovoltaici trasformano direttamente la radiazione solare in energia elettrica, i pannelli solari termici utilizzano l’energia termica del sole per riscaldare l’acqua da utilizzare per uso igienico sanitario o per il riscaldamento degli ambienti.

    • Cosa si intende per potenza nominale dell’impianto fotovoltaico?

La potenza nominale (o massima, o di picco, o di targa) dell’impianto fotovoltaico è la potenza elettrica dell’impianto determinata dalla somma delle singole potenze nominali (o massime, o di picco, o di targa) di ciascun modulo fotovoltaico facente parte del medesimo impianto, misurate alle condizioni standard (temperatura pari a 25 °C e radiazione pari a 1.000 W/m²).

    • Dove può essere installato un impianto fotovoltaico?

I moduli fotovoltaici possono essere collocati su qualsiasi pertinenza di un immobile (tetto, facciata, terrazzo, ecc…) o sul terreno. La decisione deve essere presa in base all’esistenza sul sito d’installazione dei seguenti requisiti:

Ÿ         disponibilità di spazio necessario per installare i moduli. Per impianti di grandi dimensioni da realizzarsi su terreno, è possibile utilizzare diverse particelle catastali contigue;

Ÿ         corretta esposizione ed inclinazione della superficie dei moduli.

Le condizioni ottimali in l’Italia sono:

Ÿ         esposizione SUD (accettabile anche SUD-EST, SUD-OVEST, con ridotta perdita di produzione);

Ÿ         inclinazione dei moduli compresa fra 25°(latitudini più meridionali) e 35°(latitudini più settentrionali);

Ÿ         assenza di ostacoli in grado di creare ombreggiamento.

    • Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?

Facendo riferimento soprattutto alle piccole applicazioni (tetti fotovoltaici) e a moduli di silicio cristallino, un valore indicativo di occupazione di superficie è di circa 8-10 mq per kW di potenza nominale installata se i moduli sono installati in maniera complanare alle superfici di pertinenza di edifici (occorre uno spazio maggiore se l’impianto è installato in più file successive su strutture inclinate collocate su superfici piane).

La tecnologia dell’amorfo richiede invece una superficie maggiore.

Per impianti installati in maniera non complanare alla superficie d’appoggio, lo spazio occupato può superare da due a quattro volte la superficie netta dei moduli.

    • Quanta elettricità produce un impianto fotovoltaico?

La produzione elettrica annua di un impianto fotovoltaico dipende da diversi fattori:

Ÿ         radiazione solare incidente sul sito d’installazione;

Ÿ         orientamento ed inclinazione della superficie dei moduli;

Ÿ         assenza/presenza di ombreggiamenti;

Ÿ         prestazioni tecniche dei componenti dell’impianto (moduli, inverter ed altre apparecchiature).

Prendendo come riferimento un impianto da 1 kW di potenza nominale, con orientamento ed inclinazione ottimali ed assenza di ombreggiamento, non dotato di dispositivo di “inseguimento” del sole, in Italia è possibile stimare le seguenti producibilità annue massime:

Ÿ         regioni settentrionali 1.000 – 1.100 kWh/anno

Ÿ         regioni centrali 1.200 – 1.300 kWh/anno

Ÿ         regioni meridionali 1.400 – 1.500 kWh/anno

E’ opportuno sottolineare che il consumo annuo elettrico medio di una famiglia italiana è pari a circa 3.000 kWh.

Sul sito http://re.jrc.ec.europa.eu/pvgis/countries/europe/g13y_it.png è riportata la mappa della radiazione solare annuale sul territorio Italiano.

    • Quali sono le modalità di connessione in rete dell’impianto fotovoltaico?

Lo schema di connessione dell’impianto alla rete è definito dal gestore di rete a cui l’impianto deve essere connesso. La connessione avviene in bassa tensione (BT) monofase per potenze nominali d’impianto inferiori a 6 kW, in BT trifase fino a una potenza di 100 kW, per potenze superiori a 200 kW gli impianti vengono generalmente allacciati in media tensione (MT).

Tra 100 kW e 200 kW il gestore direte può decidere se allacciare l’impianto in BT o MT.

E’ necessario pertanto fare riferimento alle norme tecniche rese disponibili dal gestore di rete locale competente.

Inoltre è possibile consultare la Delibera AEEG 33/08 e Delibera AEEG 99/08  per la connessione in rete degli impianti di produzione collegati alle reti BT e MT.

    • Quanto costa un impianto fotovoltaico ed a quanto ammontano i costi di manutenzione?

Valori orientativi di costo dell’impianto vanno da 5500 €/kWp per gli impianti di piccola taglia a poco meno di 3500 €/kWp per impianti di grosse dimensioni. Il costo annuo di manutenzione è abbastanza contenuto: normalmente è stimato in circa l’1-1.5% del costo dell’impianto.

 

    • Usufruendo delle tariffe del “conto energia”, in quanto tempo si recupera il capitale investito?

Si può stimare un tempo di ritorno del capitale investito compreso tra 8 e 12 anni. Tuttavia bisogna tener conto che esso dipende da diverse variabili, quali ad esempio: la quantità di radiazione solare disponibile (dipendente dalla latitudine del sito d’installazione e dall’orientamento), il costo per kW dell’investimento (dipendente dalla taglia dell’impianto), la valorizzazione dell’energia prodotta (valore delle tariffe incentivanti e valore dell’energia utilizzata), la tipologia di integrazione architettonica e l’eventuale riconoscimento del premio legato ad un uso efficiente dell’energia (solo per gli impianti fotovoltaici di cui all’art. 7 del DM 19 febbraio 2007).

    • Quanto tempo può durare un impianto fotovoltaico?

Nelle analisi tecniche ed economiche si usa fare riferimento ad una vita utile complessiva di 20-25 anni. In particolare, i moduli, che rappresentano i componenti economicamente più rilevanti, hanno una durata di vita, garantita dai produttori, superiore a 20 anni.

    • Che cosa si intende per meccanismo di incentivazione “in Conto Energia”?

Con l’espressione “conto energia” viene indicato un meccanismo di incentivazione che remunera l’energia elettrica prodotta da un impianto per un certo numero di anni.

Conto energia è il nome comune assunto dal programma europeo di incentivazione in conto esercizio della produzione di elettricità da fonte solare mediante impianti fotovoltaici permanentemente connessi alla rete elettrica. Il principio che regge il meccanismo del Conto energia consiste nell’incentivazione della produzione elettrica, e non dell’investimento necessario per ottenerla.

Il privato proprietario dell’impianto fotovoltaico percepisce somme in modo continuativo, per i primi 20 anni di vita dell’impianto. Condizione indispensabile all’ottenimento delle tariffe incentivanti è che l’impianto sia connesso alla rete (grid connected). La dimensione nominale dell’impianto fotovoltaico deve essere superiore a 1 kWp. Non sono incentivati dal Conto energia quegli impianti fotovoltaici destinati ad utenze isolate e non raggiunte dalla rete elettrica.

    • Chi effettua l’erogazione delle tariffe incentivanti?

L’incentivo viene erogato dal Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A.

    • Chi è il soggetto responsabile dell’impianto fotovoltaico?

Il DM 19 febbraio 2007 definisce il soggetto responsabile dell’esercizio dell’impianto come colui che ha diritto, nel rispetto delle disposizioni del DM, a richiedere e ottenere le tariffe incentivanti.

    • Chi può beneficiare dell’incentivazione?

Possono beneficiare dell’incentivazione:

Ÿ         le persone fisiche;

Ÿ         le persone giuridiche;

Ÿ         i soggetti pubblici;

Ÿ         i condomini di unità abitative e/o di edifici;

che siano soggetti responsabili di impianti fotovoltaici realizzati in conformità ai requisiti del DM 19 febbraio 2007 e che non beneficino e non abbiano beneficiato delle tariffe incentivanti introdotte dai decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006.

    • A quale energia viene riconosciuto l’incentivo?

L’elettricità che viene remunerata con le nuove tariffe incentivanti è quella prodotta dall’impianto, misurata da un apposito contatore posto all’uscita del gruppo di conversione della corrente continua in corrente alternata.

Ai fini dell’erogazione degli incentivi il GSE ritiene che:

Ÿ         per impianti collegati alla rete in media ed alta tensione, che alimentano eventuali utenze in media e bassa tensione, è possibile installare il misuratore dell’energia prodotta tra l’ inverter con uscita in BT e il trasformatore BT/MT;

Ÿ         per impianti collegati alla rete in bassa tensione, che alimentano utenze in bassa tensione, i misuratori devono sempre essere posizionati all’uscita del gruppo di conversione della corrente continua, ivi incluso l’eventuale trasformatore di isolamento e/o di adattamento BT/BT, prima che essa sia resa disponibile alle utenze e/o immessa nella rete elettrica.

 

    • Per quanti anni sono erogate le tariffe incentivanti e cosa succede al termine del periodo di incentivazione?

L’incentivazione è erogata per venti anni. Al termine del periodo ventennale non si interrompono i benefici derivanti da:

Ÿ         scambio sul posto dell’elettricità per gli impianti di potenza non superiore a 200 kW che abbiano optato per tale disciplina;

Ÿ         remunerazione dell’elettricità consegnata alla rete per tutti gli impianti di qualsiasi potenza ad eccezione di quelli di potenza fino a 200 kW che abbiano optato per il servizio di scambio sul posto.

    • L’incentivo in conto energia è cumulabile con altri incentivi e/o riconoscimenti?

 

Le tariffe incentivanti non sono cumulabili con:

Ÿ         certificati verdi;

Ÿ         il riconoscimento o la richiesta di detrazione fiscale (articolo 2, comma 5 della legge n. 289/02 e successive modifiche ed integrazioni);

Ÿ         incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20 % del costo di investimento per la realizzazione dell’impianto;

Ÿ         titoli di efficienza energetica.

Le tariffe incentivanti sono cumulabili con incentivi pubblici di natura regionale, locale o comunitaria in conto capitale e/ in conto interessi con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20 % del costo di investimento per la realizzazione dell’impianto esclusivamente nel caso in cui il soggetto responsabile sia una scuola pubblica o paritaria di qualunque ordine e grado o una struttura sanitaria pubblica.

Resta fermo il diritto al beneficio della riduzione dell’IVA per gli impianti facenti uso di energia solare per la produzione di calore o energia elettrica, di cui al DPR 633/1972 e al DM 29 dicembre 1999.  Si segnala che le tariffe ed i premi non sono applicabili alla produzione elettrica di impianti fotovoltaici realizzati per rispettare particolari obblighi di legge in materia edilizia – previsti dal D.Lgs. n. 192/05 (prestazioni energetiche degli edifici) e successive modifiche ed integrazioni o dalla legge n. 296/06 (Legge finanziaria per il 2007, articolo 1, comma 350) – entrati in esercizio dopo la data del 31 dicembre 2010.

    • In aggiunta alla tariffa incentivante vi sono altri meccanismi che remunerano l’elettricità prodotta e immessa?

Se un soggetto è titolare o ha la disponibilità di un impianto fotovoltaico di potenza fino a 200 kW, può, in alternativa:

a.       usufruire del servizio di scambio sul posto, facendone richiesta all’impresa distributrice competente sul territorio ove l’impianto è ubicato.

b.      cedere l’energia elettrica prodotta al GSE secondo le regole riportate nella delibera 280/07;

c.       vendere l’energia elettrica prodotta sul mercato libero:

o       attraverso contratti bilaterali con grossisti o clienti finali liberi (cessione indiretta);

o       attraverso la Borsa elettrica (cessione diretta).

Per gli impianti di potenza superiore a 200 kW, sono disponibili solo le opzioni b. e c.

    • Quali impianti possono accedere all’incentivazione?

Possono accedere alle tariffe incentivanti, riconosciute all’energia prodotta, gli impianti fotovoltaici di potenza nominale uguale o maggiore di 1 kW, collegati alla rete elettrica, entrati in esercizio in data successiva all’emanazione della Delibera AEEG n° 90/07:

Ÿ         a seguito di nuova costruzione;

Ÿ         a seguito di rifacimento totale;

Ÿ         a seguito di potenziamento.

    • Esiste un limite massimo di potenza nominale per la realizzazione del singolo impianto fotovoltaico?

No, è possibile realizzare impianti di qualsiasi taglia superiore a un 1 kWp.

    • Esiste un tetto massimo alla potenza totale (di tutti gli impianti) che può essere incentivata?

La potenza nominale cumulativa incentivabile di tutti gli impianti è di 1.200 MW. In aggiunta a tale potenza, hanno diritto a richiedere la concessione delle tariffe incentivanti e, se del caso, del premio aggiuntivo, tutti gli impianti che entrano in esercizio entro 14 mesi dalla data, pubblicata dal GSE, nella quale verrà raggiunto il limite dei 1.200 MW (24 mesi per i soli impianti i cui soggetti responsabili sono soggetti pubblici).

    • Viene stilata una graduatoria per stabilire una priorità di accesso alle tariffe incentivanti?

Non è necessario stilare una graduatoria. Il GSE conteggia la potenza nominale cumulata degli impianti fotovoltaici entrati in esercizio, fino alla data in cui si raggiungono i 1200 MW previsti dal DM 19 febbraio 2007, a partire dalla quale avranno comunque diritto a richiedere la concessione delle tariffe incentivanti (e, se del caso, del premio aggiuntivo) tutti gli impianti che entrano in esercizio entro 14 mesi (24 mesi per soggetti responsabili che siano soggetti pubblici).

    • Quali tipologie di impianti fotovoltaici sono previste dal DM 19 febbraio 2007?

Il DM 19 febbraio 2007 prevede le seguenti tipologie di impianti fotovoltaici:

 

-         impianto fotovoltaico parzialmente integrato: è l’impianto i cui moduli sono posizionati su elementi di arredo urbano e viario, come chioschi, pensiline, barriere acustiche,ecc., superfici esterne degli involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione, senza sostituire il materiale da costruzione delle stesse strutture, nelle tipologie elencate nella seguente tabella (Allegato 2 del DM 19 febbraio 2007):

 

Tipologia specifica

Descrizione

1

Moduli fotovoltaici installati su tetti piani e terrazze di edifici e fabbricati. Qualora sia presente una balaustra perimetrale, la quota massima, riferita all’asse mediano dei moduli fotovoltaici, deve risultare non superiore all’altezza minima della stessa balaustra

2

Moduli fotovoltaici installati su tetti, coperture, facciate, balaustre o parapetti di edifici e fabbricati in modo complanare alla superficie di appoggio senza la sostituzione dei materiali che costituiscono le superfici d’appoggio stesse

3

Moduli fotovoltaici installati su elementi di arredo urbano, barriere acustiche, pensiline, pergole e tettoie in modo complanare alla superficie di appoggio senza la sostituzione dei materiali che costituiscono le superfici d’appoggio stesse

 

-         impianto fotovoltaico con integrazione architettonica è l’impianto fotovoltaico i cui moduli sono integrati in elementi di arredo urbano e viario, superfici esterne degli involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione secondo le tipologie indicate nella seguente tabella (Allegato 3 del DM 19 febbraio 2007):

 

Tipologia specifica

Descrizione

1

Sostituzione dei materiali di rivestimento di tetti, coperture, facciate di edifici e fabbricati con moduli fotovoltaici aventi la medesima inclinazione e funzionalità architettonica della superficie rivestita.

In questa tipologia rientrano 3 casi:

-         CASO A: i moduli coprono una porzione del tetto

-         CASO B: i moduli coprono la totale superficie del tetto

-         CASO C: soluzioni progettuali industrializzabili per nuovi componenti edilizi fotovoltaici per le coperture civili, industriali o commerciali

2

Pensiline, pergole e tettoie in cui la struttura di copertura sia costituita dai moduli fotovoltaici e dai relativi sistemi di supporto

3

Porzioni della copertura di edifici in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano il materiale trasparente o semitrasparente atto a permettere l’illuminamento naturale di uno o più vani interni

4

Barriere acustiche in cui parte dei pannelli fonoassorbenti siano sostituiti da moduli fotovoltaici

5

Elementi di illuminazione in cui la superficie esposta alla radiazione solare degli elementi riflettenti sia costituita da moduli fotovoltaici

6

Frangisole i cui elementi strutturali siano costituiti dai moduli fotovoltaici e dai relativi sistemi di supporto

7

Balaustre e parapetti in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano gli elementi di rivestimento e copertura

8

Finestre in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano o integrino le superfici vetrate delle finestre stesse

9

Persiane in cui i moduli fotovoltaici costituiscano gli elementi strutturali delle persiane

10

Qualsiasi superficie descritta nelle tipologie precedenti sulla quale i moduli fotovoltaici costituiscano rivestimento o copertura aderente alla superficie stessa

 

-         impianto fotovoltaico non integrato è l’impianto con moduli ubicati al suolo, ovvero con moduli collocati, con modalità diverse da quanto sopra indicato, sugli elementi di arredo urbano e viario, sulle superfici esterne degli involucri di edifici, di fabbricati e strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione.

 

Si ricorda che per un corretto inquadramento dell’impianto in una tipologia specifica è possibile consultare la “guida agli interventi validi ai fini del riconoscimento dell’integrazione architettonica del fotovoltaico”, nella sezione relativa al Fotovoltaico: HOME > ATTIVITA’ > Fotovoltaico > Dati e Pubblicazioni informative >Guida all’integrazione architettonica.

    • Quali tipologie di moduli fotovoltaici sono ammessi dal DM 19 febbraio 2007?

I pannelli possono essere sia in silicio cristallino o in tecnologia ibrida, purché conformi alla Norma CEI EN 61215, sia in film sottile, purché conformi alla Norma CEI EN 61646.

L’impiego di moduli in film sottile è consentito sia per le persone fisiche che per le persone giuridiche.

Il DM 19 febbraio 2007 prevede che i moduli siano provati e verificati da laboratori accreditati, per le specifiche prove necessarie alla verifica dei moduli, in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025.

Tali laboratori dovranno essere accreditati EA (European Accreditation Agreement) o dovranno aver stabilito con EA accordi di mutuo riconoscimento o dovranno aver stabilito accordi di mutuo riconoscimento in ambito ILAC.

Inoltre, nel caso di impianti fotovoltaici di potenza superiore a 3 kW e realizzati secondo le tipologie di interventi valide ai fini del riconoscimento dell’integrazione architettonica, in deroga alle certificazioni sopra indicate sono ammessi moduli fotovoltaici non certificati secondo le norme CEI EN 61215 (per moduli in silicio cristallino) o CEI EN 61646 (per moduli a film sottile) nel solo caso in cui non siano commercialmente disponibili dei prodotti certificati che consentano di realizzare il tipo di integrazione progettato per lo specifico impianto.

In questo caso è richiesta una dichiarazione del costruttore che il prodotto è progettato e realizzato per poter superare le prove richieste dalla norma CEI EN 61215 o CEI EN 61646.

La dichiarazione dovrà essere supportata da certificazioni rilasciate da un laboratorio accreditato, ottenute su moduli similari, ove disponibili, oppure suffragata da una adeguata motivazione tecnica. Tale laboratorio dovrà essere accreditato EA (European Accreditation Agreement) o dovrà aver stabilito con EA accordi di mutuo riconoscimento.

    • A chi va inoltrata la richiesta di connessione alla rete di un impianto fotovoltaico?

L’Autorità ha regolato le condizioni procedurali, economiche e tecniche per l’erogazione del servizio di connessione di impianti di produzione di energia elettrica alle reti con obbligo di connessione di terzi nell’Allegato A della delibera ARG/elt 99/08 recante “Testo integrato delle condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti elettriche con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione di energia elettrica (TICA)”; tali disposizioni sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2009 e si riferiscono a richieste di connessione presentate a partire da tale data.

Le richieste di connessione per potenza in immissione inferiore a 10.000 kW vanno presentate all’impresa distributrice competente nell’ambito territoriale; le richieste di connessione per potenza in immissione uguale o maggiore a 10.000 kW vanno presentate a Terna.

Per quanto riguarda gli impianti da collegare alla rete di Enel Distribuzione,ad esempio, le informazioni per la domanda di connessione possono essere reperite al seguente indirizzo web:

http://www.enel.it/sportello_online/elettricita/sicurezzarisparmio/efficienza/fotovoltaico/connessione/.

Per quanto riguarda gli impianti da collegare alla rete di Acea Distribuzione, ad esempio, le informazioni per la domanda di connessione possono essere reperite al seguente indirizzo web: https://www.aceadistribuzione.it/.

Per quanto riguarda gli impianti da collegare alla rete di A2A, ad esempio, le informazioni per la domanda di connessione possono essere reperite al seguente indirizzo web: http://www.a2aretielettriche.eu/gruppo/cms/retiele/index.html.

 

    • Come si può valutare la produzione annua attesa di energia elettrica?

La valutazione può essere effettuata a partire dai dati di insolazione del territorio italiano su superficie orizzontale riportati nella Norma UNI 10349: “Riscaldamento e Raffrescamento degli edifici. Dati climatici”.

I suddetti dati debbono essere corretti in relazione all’effettiva esposizione ed inclinazione del campo fotovoltaico e trasformati in producibilità annua sulla base del rendimento dell’impianto. Esistono specifici software che permettono di eseguire tale calcolo.

Valori indicativi della produzione annua attesa sono compresi, per ogni kW di potenza installata, fra 1.100 kWh nelle regioni settentrionali e 1.500 kWh in quelle meridionali.

    • Per quali tipologie di impianti è necessario richiedere la licenza all’Ufficio Tecnico di Finanza (UTF)?

Sono soggetti alla Denuncia di Officina Elettrica e a licenza di esercizio UTF gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW.

Non risulta invece necessario presentare all’UTF la denuncia dell’apertura dell’officina elettrica se l’impianto immette tutta l’energia prodotta nella rete (circolare 17/D del 28 maggio 2007 dell’Agenzia delle Dogane: disposizioni applicative del Decreto Legislativo 2 febbraio 2007, n. 26).

    • Che cosa si intende per gestore di rete locale e per distributore locale?

Il gestore di rete locale è il soggetto a cui è affidata la gestione della rete elettrica relativa al sito in cui sarà installato l’impianto fotovoltaico del richiedente. Ad esso andranno inviate le richieste relative alla connessione alla rete dell’impianto ed all’eventuale installazione dei contatori di misura dell’energia elettrica. Il distributore locale è il soggetto che si occupa della fornitura di energia elettrica ai clienti vincolati; può coincidere con il gestore di rete nel caso abbia la proprietà della rete di distribuzione a cui è allacciata l’utenza.

Il riferimento normativo è dato dalla Delibera ARG/elt 99/08 recante “Testo integrato delle condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti elettriche con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione di energia elettrica (TICA)”.

 

    • Viene effettuato un monitoraggio degli impianti fotovoltaici ammessi al conto energia?

Sì. L’ENEA, coordinandosi con il GSE, effettua un monitoraggio tecnologico per la caratterizzazione delle prestazioni energetiche e delle tecnologie impiegate per gli impianti realizzati secondo il DM 28 Luglio 2005, DM 6 febbraio 2006 e DM 19 febbraio 2007.

Il monitoraggio tecnologico comprende un’indagine su quali siano le tecnologie più diffuse, le caratteristiche dei moduli e l’utilizzo di moduli fissi o con inseguitori solari.

    • Vengono eseguite delle verifiche sugli impianti?

 

Il GSE effettua verifiche sugli impianti, avvalendosi anche della collaborazione di soggetti terzi abilitati, per appurare la conformità delle opere ai progetti e la veridicità dei dati trasmessi dai soggetti responsabili.

    • Se una persona fisica è proprietaria di più immobili in luoghi separati, può realizzare un impianto per ciascuno degli immobili?

 

Si, non è previsto infatti un limite al numero di impianti che una persona fisica/giuridica può possedere.

 

    • Possono accedere all’incentivo impianti non collegati alla rete elettrica?

No, il meccanismo del “conto energia” premia unicamente gli impianti collegati alla rete elettrica, ivi incluse le piccole reti isolate di cui all’art. 2, comma 17 del D.Lgs. 79/1999.

Ogni singolo impianto dovrà essere caratterizzato da un unico punto di connessione alla rete elettrica non condiviso con altri impianti fotovoltaici come definito nel art. 4 comma 6 del DM 19 febbraio 2007.

 

    • E’ possibile accumulare l’energia fotovoltaica prodotta?

 

E’ possibile ed è particolarmente utile per gli impianti fotovoltaici non collegati alla rete elettrica (rifugi di montagna, ecc.), la cui produzione, si ricorda, al momento non è ancora incentivata.

    • E’ possibile realizzare un impianto di potenza che produca in eccesso rispetto ai propri consumi?

E’ possibile, ma è bene distinguere due casi:

Ÿ         Per impianti non superiori a 200 kW per cui si opta per il servizio di scambio sul posto, nel caso in cui il controvalore dell’energia immessa in rete risultasse superiore all’onere energia sostenuto dall’utente dello scambio, il saldo relativo viene registrato a credito dell’utente medesimo che potrà utilizzarlo per compensare l’onere energia degli anni successivi. In alternativa (Delibera ARG/elt 186/09) è possibile optare per la liquidazione delle eventuali eccedenze.

Ÿ         per impianti di potenza superiore a 200 kW e per quelli di potenza fino a 200 kW che non accedono al servizio di scambio sul posto, è possibile cedere in rete, vendendola, l’energia non consumata in loco.

    • E’ possibile installare un impianto fotovoltaico su un condominio eventualmente utilizzando parti in comune?

Sì, previa autorizzazione dell’assemblea condominiale

    • E’ possibile realizzare impianti fotovoltaici con componenti già utilizzati in altri impianti?

I componenti devono essere di nuova costruzione o comunque non già impiegati in altri impianti per i quali sono stati concessi altri incentivi in conto energia o nelle altre forme richiamate all’art. 9 del decreto interministeriale 19 febbraio 2007.

Si specifica che per il Decreto Ministeriale del 2 Marzo 2009 si applica la seguente definizione:

“per componenti non già impiegati in altri impianti” si intende che i medesimi componenti non sono già stati utilizzati in impianti per i quali sono stati concessi altri incentivi in conto energia o nelle altre forme richiamate dall’art. 9 del Decreto Interministeriale 19 febbraio 2007.

    • Dove è possibile consultare le tariffe incentivanti?

I valori delle tariffe incentivanti individuati dai decreti ministeriali sono pubblicati sul sito www.gse.it scaricando la guida presente al seguente link:

http://www.gse.it/attivita/ContoEnergiaF/PubblInf/Documents/GuidaContoEnergia.pdf

    • E’ reperibile un fac-simile di richiesta?

 

No, bisogna utilizzare il portale del GSE che consente la stampa della richiesta di incentivazione.

 

    • Sono disponibili le informazioni sul numero di impianti entrati in esercizio ammessi alle tariffe incentivanti pervenute e sull’ammontare dei MW cumulati per le diverse taglie di impianti fotovoltaici?

Il GSE rende nota sul proprio sito www.gse.it, la potenza nominale cumulata degli impianti in esercizio che hanno ottenuto le tariffe incentivanti nell’ambito dei decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 e, separatamente, la potenza cumulata degli impianti entrati in esercizio

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